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La Tognazza alla corte di Leonardo Romanelli per la Biennale Enogastronomica

Degustazioni, teatro, convivialità e divertimento assicurato

A Firenze va in scena la sesta edizione della Biennale Enogastronomica dal 16 al 19 novembre 2018 alla Fortezza da Basso. L’evento gastronomico più ampio e polivalente del Centro Italia, torna ad animare la città in quattro giornate ricche di appuntamenti e questa edizione 2018 promette di essere dinamica e divertente, oltre che utile come momento di incontro ed educazione enogastronomica.

E visto che si parla di divertimento non poteva mancare La Tognazza, che sarà presente su diversi fronti, dalla degustazione dei suoi vini al teatro per winelovers saranno quattro giorni da protagonista da tutti i punti di vista.

A partire da venerdì 16 si apriranno i banchi di assaggio, con quattro giorni di “bevute” firmati Tognazza in compagnia dello staff della azienda vinicola di Gian Marco Tognazzi, alla scoperta dei “figli del Conte Mascetti”, dal Tapioco all’Antani, passando da Voglia Matta e Casa Vecchia. Presente l’intera linea dei vini presentati nel più autentico stile Tognazza, irriverenti, indisciplinati, conviviali e divertenti. Passaggio obbligato dallo stand, dunque.

Ma La Tognazza non è solo degustazione, al vino dedica anche uno spettacolo teatrale EYES WINE SHOT scritto e interpretato da Giuseppe Gandini e Gianantonio Martinoni, che unisce il teatro al sapore antico del vino, un’occasione unica per gli appassionati dei due generi.

Appuntamento domenica 18 novembre alle ore 20.30 con la presentazione di Gianmarco Tognazzi.

Uno spettacolo esilarante, divertente e ricco di informazioni sul “nettare degli dei”: la sua storia, la sua chimica, il suo linguaggio. Una narrazione ironica, dissacrante e fuori dagli schemi: cinquanta minuti di puro divertimento durante il quale saprete ‘tutto quello che volevate sapere sul vino e non avete mai osato chiedere’. Citazioni, aneddoti, il mondo del vino e dei sommelier reinterpretato in chiave ironica e dissacrante. Dimenticate le guide enologiche, i termini aulici, i sentori fruttati, erbacei o di cuoio bagnato, e preparatevi a un’enologia alternativa, come non l’avete mai sentita raccontare.

Protagonisti di questo insolito viaggio il Bepi e il Toni, in un botta e risposta dal ritmo serrato, in cui si alternano testi di grandi autori come Neruda o Giorgio Gaber, informazioni semiotico-scientifiche e tanta improvvisazione per sketch esilaranti.

«Eyes wine shot, è la rappresentazione perfetta del nostro manifesto – conferma Alessandro Capria winecreator Tognazza – noi siamo “quelli che vivono e raccontano il vino con nuove parole e nuova poesia” e non potevamo farlo meglio di così, sposando il teatro e riuscendo a creare intorno a questo spettacolo divertimento e convivialità».

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Perché La Tognazza è nella Guida Repubblica? Ce lo spiega Lara Loreti

Lara Loreti giornalista e curatrice della Guida ai sapori e piaceri di Repubblica ha scelto di inserire nella nuova edizione della guida della Toscana La Tognazza. Fieri del risultato, la motivazione di questa presenza ce la siamo fatta raccontare e ve la raccontiamo con un’intervista inversa… ovvero? GianMarco Tognazzi intervista Lara Loreti.

– Come hai conosciuto La Tognazza?

“Ilaria mi serve un’ora di permesso… anche due vai. Devo andare a pranzo con Gianmarco Tognazzi”. “Mmm, ma è sicuro che torni, vero?!” Comincia così, con quest’ironico scambio di battute con la mia capa nell’estate 2017, la conoscenza con “Gimbo” e la sua azienda vinicola La Tognazza. Tra noi c’era già stato un contatto telefonico: una lunga intervista pubblicata sul quotidiano Il Tirreno nell’agosto 2017 in cui avevo presentato il progetto di Gianmarco e Alessandro Capria di sbarcare con la loro azienda vinicola di Velletri in Toscana, nella zona del Chianti. Ma il primo incontro faccia a faccia con Gimbo ha avuto tutto un altro sapore rispetto a quello virtuale. Una degustazione dei vini della Tognazza in una location molto particolare: Forte dei Marmi, ristorante stellato sulla spiaggia (la versione estiva del Lux Lucis, regno dello chef Valentino Cassanelli). Piatti gourmet a base di pesce abbinati alle etichette firmate la Tognazza servite da Sokol Ndreko, direttore del ristorante, maître e pluripremiato sommelier. Niente male no? A organizzare l’incontro è stato l’amico in comune Mario Del Debbio, guru del vino in Versilia ma non solo. E’ stato lui a prendere accordi con Alessandro e a fissare l’appuntamento a pranzo per la degustazione. Alla fine al lavoro a Livorno, nell’ufficio centrale del quotidiano Il Tirreno del Gruppo Gedi, sono tornata dopo una pausa pranzo un po’ più lunga del solito, ma molto interessante”.

Quale idea ti sei fatta della nostra scelta produttiva?

“Mi ha da subito colpito l’idea dinamica che c’è dietro La Tognazza, questo progetto itinerante che poggia su una solida base storica – l’azienda di Velletri che volle il grande Ugo Tognazzi – ma che allo stesso tempo guarda avanti, mettendo radici anche altrove, in Toscana in primis, con l’ambizione di allargarsi ulteriormente in altre zone italiane. Così facendo, viene valorizzato il terroir, ma anche la storia che c’è dietro ciascuna etichetta, in uno scambio osmotico con cinema, emozioni, territori, sapori… Il tutto con la leggerezza e con l’immancabile ironia che caratterizza il mondo Tognazzi. Aneddoti legati all’affascinante storia di Ugo e del suo universo cinematografico, piccoli segreti, sfumature che si lasciano scoprire ettaro dopo ettaro, botte dopo botte, sorso dopo sorso”.

Cosa ti ha spinto a scegliere anche La Tognazza per la Guida ai Sapori e ai Piaceri di Repubblica?

“Il gusto tanto per cominciare. Ho trovato i vini della Tognazza intriganti nei profumi e nei sapori. Penso al calore di Antani, con le spezie del Syrah e l’abbraccio carnoso del Sangiovese; alla complessità del Conte Mascetti, con il suo blend di stampo bordolese, ai sentori rassicuranti di ciliegia e vaniglia del Casavecchia, e andando nel Lazio alle note tropicali e di fiori bianchi del Tapioco o ai poteri onirici del rosso Come se fosse, pronto a prenderti per mano e ad accompagnarti dove vuoi tu. Quando bevo i vini della Tognazza ho la sensazione di andare oltre il calice, di vivere un’esperienza non solo multisensoriale, ma anche visionaria. Merito della materia prima e delle tecniche di affinamento, ma anche e soprattutto della passione che traspare in ogni etichetta. Mi occupo di vino al livello toscano e nazionale da anni come sommelier e come giornalista, nel 2018 ho recensito circa 250 cantine, e il progetto di Tognazzi e Capria è molto diverso dagli altri che ho incontrato finora. Ha un qualcosa di particolare: le sue origini legate al cinema negli anni ’60, la sua evoluzione nel tempo sempre all’insegna dell’essere scanzonati, e poi il concetto di “wine creator” ideato da Gianmarco, la voglia di rompere le convenzioni e di presentarsi come gitani del vino”.

Il tuo vino Tognazza preferito?

“Adoro la Voglia Matta per la capacità seduttiva dello Chardonnay con la sua lunga nota di miele nel finale… E per quella etichetta-manifesto che credo riesca a catturare lo sguardo e a creare un alto livello di identificazione con quella parte di mondo femminile che ritiene che sensualità, curiosità, ricercatezza e intelletto viaggino sullo stesso binario”. 

Prossimi tuoi progetti?

“Da aprile 2018, dopo oltre 14 anni di Tirreno ed esperienze giornalistiche pregresse tra Roma, Toscana e Venezia, sto lavorando a Torino alla Stampa, nella redazione Gnn Glocal del Gruppo Gedi. Cosa vedo nel mio futuro? Ho intenzione di continuare a viaggiare, degustare, conoscere, scoprire… Di occuparmi di vino, di cinema e di ampliare le mie esperienze professionali legate al giornalismo di inchiesta. E poi come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribàcchi confaldina? Come antifurto, per esempio…”.

Lara Loreti

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“Eyes Wine Shot” e La Tognazza. Il vino come non l’avete mai sentito raccontare.

Lo spettacolo  di e con Giuseppe Gandini e Gianantonio Martinoni. 29 giugno ore 19 anteprima del Tognazza Tour presso Mansio Bistrot a Roma.

Dimenticate le guide enologiche, i termini aulici, i sentori fruttati, erbacei o di cuoio bagnato, e preparatevi a un’enologia alternativa, come non l’avete mai sentita raccontare.

Arriva EYES WINE SHOT, lo spettacolo di e con Giuseppe Gandini e Gianantonio Martinoni, voluto e promosso da La Tognazza, che unisce il teatro al sapore antico del vino, un’occasione unica per gli appassionati dei due generi.

Anteprima del prossimo Tognazza Tour il 29 giugno presso il Mansio Bistrot a Roma (via Rinaldo d’Ami, 1) dalle ore 19 per una lunga serata con degustazione (aperitivo e cena) curata dallo chef Giuseppe Giannino.

Uno spettacolo esilarante, divertente e ricco di informazioni sul “nettare degli dei”: la sua storia, la sua chimica, il suo linguaggio. Una narrazione ironica, dissacrante e fuori dagli schemi: cinquanta minuti di puro divertimento durante il quale saprete ‘tutto quello che volevate sapere sul vino e non avete mai osato chiedere’.

Protagonisti di questo insolito viaggio il Bepi e il Toni, in un botta e risposta dal ritmo serrato, in cui si alternano testi di grandi autori come Neruda o Giorgio Gaber, informazioni semiotico-scientifiche e tanta improvvisazione per sketch esilaranti. Uno spettacolo piccolo, divertente e sicuramente alternativo nel suo genere, che dovrebbero vedere tutti i sommelier.

 «Eyes wine shot, è la rappresentazione perfetta del nostro manifesto – conferma Alessandro Capria winecreator Tognazza – noi siamo “quelli che vivono e raccontano il vino con nuove parole e nuova poesia” e non potevamo farlo meglio di così, sposando il teatro e riuscendo a creare intorno a questo spettacolo divertimento e convivialità».

Continua Alessandro : «Parlare del vino ci piace, tanto quanto farlo e berlo, ma lo facciamo a modo nostro. Ci mettiamo le giuste dosi di passione e di irriverenza, condite dal nostro stile indisciplinato che ci contraddistingue. I nostri vini sono il risultato di un’idea enologica che sposa una filosofia, un modo di concepire e vivere il vino che va al di là dei tecnicismi o delle sovrastrutture imposte, noi puntiamo all’essenza, a quella più vera e scanzonata».

Eyes wine shot è uno spettacolo che si accompagna perfettamente ad una degustazione. Ed è proprio in questo modo che è stato pensato, adatto per qualsiasi luogo e per qualsiasi occasione, dal teatro alla casa privata, dalla cantina vera e propria al ristorante e alle enoteche. Da guardare e osservare rigorosamente con calice in mano di Tapioco, Antani o Conte Mascetti.

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La Tognazza, case history dal mondo del vino per la comunicazione.

Alessandro Capria, Ceo de La Tognazza è stato ospite lo scorso 18 maggio dell’Università Telematica San Raffaele Roma in veste di relatore per raccontare il brand Tognazza e il suo modo di comunicare.

Una testimonianza per gli studenti dei diversi corsi di laurea nell’ambito di una giornata interamente dedicata al “digital food”, insieme a giornalisti, blogger, storyteller e digital marketer per spiegare ai nuovi imprenditori del “cibo italiano” quali sono le parole e le strategie importanti per fare business e avere riconoscibilità.

Un percorso fatto di storie, decisioni, persone e un team affiatato che ha creato una filosofia e uno stile di essere, ed è proprio quello che viene comunicato. E’ proprio quello che ci fa essere alternativi nel mondo del vino.

 

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La Tognazza e GianMarco Tognazzi al Vinitaly 2018

La Tognazza approda all’edizione 2018 del Vinitaly con tutta la sua energia, ironia, irriverenza e originalità. Ma soprattutto con i suoi vini, le sue etichette eclettiche e il suo linguaggio innovativo nel mondo del vino.

L’azienda vinicola di Gian Marco Tognazzi quest’anno sarà per la prima volta protagonista a Verona della grande manifestazione internazionale. Quattro giorni di degustazione dell’intera linea di vini: Tapioco, Come Se Fosse e Antani, Conte Mascetti, Voglia Matta e Casa Vecchia che saranno presentati presso lo stand alla presenza dello staff Tognazza e degli enologi Franco, di fama mondiale, soprannominato “Mr. Sangiovese”, e Matteo Bernabei. Durante le giornate del Vinitaly, tra una degustazione e un’altra, presso lo stand Tognazza sarà presentata la partnership con il Team LCR Honda di Lucio Cecchinello, che sta portando in giro per il mondo con la MotoGP Il Conte Mascetti e figli, con una grande sorpresa per gli appassionati delle moto e i tifosi di MotoGP.

Presente per tutta la durata della manifestazione anche Gian Marco Tognazzi, reduce dal successo del film di Gabriele Muccino “A Casa tutti bene” e dalla sua tournée teatrale “Vetri Rotti”, che accoglierà amici, appassionati degustatori e operatori del settore.

“La Tognazza è un’azienda vitivinicola gestita insieme a una squadra giovane che, nel mondo austero dei marchi del vino, si è fatta presto un’ottima reputazione, con centomila bottiglie vendute in 4 anni, una comunicazione autoironica e dissacrante”. Così Tognazzi racconta in sintesi il suo brand. “Essere oggi al Vinitaly è la conseguenza di un percorso che ci ha premiato e ha trovato delle conferme in una nuova visione del vino sempre più condivisa”.

Inoltre Gian Marco Tognazzi, il 15 aprile alle ore 20 nel cuore del centro storico di Verona, a Cortile Mercato Vecchio, sarà ospite di Sorsi d’Autore, serata organizzata della Fondazione Aida, ideatrice del fuori fiera “Vinitaly and the city”. Incontri e degustazioni con personaggi di prestigio nazionale ed internazionale che si racconteranno al pubblico durante un momento conviviale all’insegna della condivisione di due grandi passioni: quella per il teatro e quella per il mondo enogastronomico.

Trovate La Tognazza al Padiglione 9 – Stand C9.

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Gian Marco a “La Stampa”: “Porto il mio cognome con orgoglio. Oggi Ugo sarebbe contento di me”

Bell’articolo di Fulvia Caprara pubblicato su “La Stampa” il 24/02/18

Certe volte, ma accade molto di rado, succede che i personaggi cerchino gli attori, e non tutto il contrario. In A casa tutti bene di Gabriele Muccino, la circostanza singolare riguarda GianMarco Tognazzi che, nel film campione di incassi, è Riccardino, il cugino spiantato e inconcludente, in procinto di diventare padre, senza lavoro e senza una lira in tasca: «Oggi spero di non somigliargli più, però, da bambino, in una famiglia dove Ugo era il mattatore, sono stato molto Riccardino. Avevo un carattere forte e anche una gran timidezza, cercavo di attirare l’attenzione facendo il pagliaccio, comportandomi con invadenza eccessiva. Adesso, a 50 anni, sono cresciuto, maturato, ma, per diventare Riccardino, ho ripensato a com’ero allora».

Lei, come i suoi fratelli, continua a chiamare suo padre Ugo, e non papà. C’è una ragione?

«C’è una realtà dei fatti, molto semplice. Quelle poche volte che uscivamo con nostro padre, sentivamo sempre gente che gli si rivolgeva chiamandolo Ugo. Poi tornavamo a casa, dicevamo “papà” e lui non rispondeva, provavamo con “Ugo” e lui, subito, “eh?”».

 

Glielo avranno chiesto un milione di volte, ma la domanda è inevitabile. Quanto ha pesato, nella sua carriera, chiamarsi Tognazzi?

«Non mi ha mai pesato. È una responsabilità e anche un grande orgoglio. Una volta, a chi mi faceva la solita richiesta, ho risposto “a me non pesa per niente, non è che, per caso, pesa agli altri?”. Il fatto è che, nel nostro Paese, l’appellativo “figlio d’arte” continua ad avere un senso negativo, significa persona che ha avuto l’opportunità di fare molte cose senza averne i meriti. È una mania tutta italiana. Penso a Vincent Cassel, in Francia nessuno ha mai collegato il suo successo al fatto che suo padre fosse Jean-Pierre Cassel».

 

Quando ha capito di voler essere attore? 

«È stato grazie a Sanremo. Mi spiego. Alla fine degli Anni 80, dopo aver conosciuto l’insegnante di recitazione Beatrice Bracco, mi è arrivata l’offerta di condurre il Festival. Mi sono ritrovato con le ragazzine sotto casa che aspettavano gli autografi, insomma ho capito che potevo scegliere, da una parte la conduzione tv, dall’altra la recitazione. Mi sono interrogato a fondo. Poi, a teatro, ho fatto Crack, applicando quello che avevo imparato. È stato come rinascere, non rinnego nessuna delle cose fatte prima, ma l’esperienza di Sanremo mi ha fatto capire che cosa volevo fare».

 

Pensa che il cinema italiano abbia subito riconosciuto il suo talento, oppure lo abbia un po’ sottovalutato? 

«Penso di poter dare molto, ma, si sa, la riuscita di un attore dipende dalle occasioni, bisogna trovare i ruoli. Quando facevo le commedie tendevano tutti a vedermi solo in quel contesto, poi Michele Placido mi ha preso per Romanzo criminale e mi hanno incasellato nella categoria del cattivo, inaffidabile… La prima, vera, iniezione di fiducia l’ho avuta proprio da mio padre, quando, otto mesi prima di morire, venne a vedere Crack e alla fine scattò in piedi urlando “bravo” con le lacrime agli occhi. Quello, per me, è stato il lasciapassare».

 

Forse, anche per lui, non è stato facile. Si è ritrovato tre figli registi, Ricky, Maria Sole e Thomas. E lei attore. Magari avrebbe voluto che qualcuno facesse altro.

«Una volta mi chiese “perché non fai l’agronomo?”. Vivevamo in campagna, magari quel desiderio rifletteva un atteggiamento che io chiamo “ugoistico”, gli piaceva l’idea che qualcuno portasse avanti le sue altre attività. E poi, probabilmente, era spaventato, temeva che tutti noi, scegliendo questo percorso, avremmo dovuto confrontarci con l’assioma del dover essere per forza bravi come lui. Oggi, però, ne sono certo, sarebbe contento».

 

La vostra è sempre stata una famiglia allargata, guidata da un patriarca carismatico. Che cosa le ha lasciato tutto questo?  

«L’abitudine a vivere in una casa con le porte aperte all’amicizia, l’amore per la convivialità, il ricordo di tempi in cui, anche se non c’erano i cellulari, era molto più facile stare insieme. In tutti i modi, giocando a tennis, oppure seduti a tavola a mangiare. E poi il sapere che, da quelle consuetudini, potevano, e possono, nascere progetti straordinari».

 

Per esempio?

«Una volta Ugo si ritrovò in valigia, a Parigi, un copione che Pupi Avati aveva lasciato a casa nostra non per lui, ma per Paolo Villaggio. Franca (Bettoja, madre di GianMarco, ndr) ce l’aveva messo per sbaglio. Ne nacque La mazurka del barone in cui, alla fine, recitarono insieme. Le storie sono tante, lo sanno tutti che l’idea della Grande abbuffata viene da una frase pronunciata da Marco Ferreri durante una di quelle cene interminabili preparate da mio padre. Disse “basta Ugo, a furia di farci mangiare così ci ammazzerai tutti”».

 

È riuscito a portare avanti anche un’altra parte dell’eredità paterna, quella dell’amore per la buona cucina e per il buon bere. 

«Vivo a Velletri e il 70% del mio fare quotidiano riguarda “La Tognazza”, azienda viti-vinicola gestita insieme con una squadra giovane che, nel mondo austero dei marchi di vino, si è fatta presto un’ottima reputazione, con centomila bottiglie vendute in 4 anni. Siamo molto trasversali, facciamo una comunicazione auto-ironica e dissacrante, questo ci ha premiato».

Adesso che cosa sta facendo?

«Fino a marzo porto in scena Vetri rotti di Arthur Miller, con Elena Sofia Ricci e Maurizio Donadoni, poi devo tornare a occuparmi della “Tognazza”. Il film di Muccino e ora il teatro mi hanno tenuto lontano per un bel po’, non ho nemmeno partecipato alla vendemmia. L’azienda è un impegno importante, diciamo che, in questo, sto diventando un po’ come Ugo. Ripeteva sempre che fare l’attore era il suo hobby, e la cucina il suo lavoro».

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Metti una sera a cena in riva al mare con La Tognazza a L’Ostrica Pazza.

Venerdì 28 luglio La Tognazza e i suoi vini saranno protagonisti al ristorante di Ostia L’Ostrica Pazza. Una cucina gourmet capace di stupire per gli abbinamenti e la qualità delle materie prime. Gli chef dell’Ostrica Pazza hanno studiato un menu ricco da proporre insieme ai nostri tre vini, giocheremo con il bianco Tapioco e i suoi profumi, e anche con i due rossi, Antani e Come Se Fosse, su un percorso degustativo di pesce.

Il menu proposto prevede un itinerario del gusto veramente creativo e la serata vedrà anche la partecipazione speciale di Gian Marco Tognazzi, reduce dal successo dello spettacolo itinerante Guardiana, con i suoi aneddoti su La Tognazza e i racconti dei vini. E perché no ci svelerà qualche anteprima sulle prossime etichette.

Una serata a 360 gradi questa, infatti come sottofondo alla cena avremo la musica dal vivo e in parallelo la mostra fotografica dedicata a Ugo Tognazzi, con le immagini concesse dall’Associazione Ugo Tognazzi.

Costo a persona 60 euro. Appuntamento venerdì 28 luglio ore 21 presso L’Ostrica Pazza, Ostia – Lungomare Lutazio Catulo 6/B.

Per info e prenotazioni:  ristorante@ostricapazza.com – 3459550789

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dal 10 al 14 luglio La Tognazza a Mangiafexpo

Anche quest’anno torna Mangiafexpo l’evento ferrarese dedicato alla ristorazione, giunto alla sua terza edizione nella suggestiva location di Piazza Trento e Trieste nel Centro Storico di Ferrara. Questa edizione 2017 si svolgerà dal 10 al 14 luglio con circa 30 ristoratori di Ferrara e Provincia. Tanti saranno i menù degustazione proposti, con grande attenzione al prodotto del territorio. Presenti per la seconda volta anche La Tognazza insieme a Lemokò con un quattro giorni di degustazioni a pranzo e a cena firmate dallo chef Guido Mascellani e accompagnate dai vini Tapioco, Come Se Fosse e Antani de La Tognazza.

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8 luglio La Tognazza si racconta a Mosto.

La Tognazza e Gian Marco Tognazzi a MOSTO, il succo delle storie. Mosto  è una rassegna che incrocia le arti e i mestieri della narrazione. Attraverso l’esperienza e le professionalità di romanzieri, narratori, attori e registi, giornalisti e autori, MOSTO racconta la forza e la semplicità dell’arte più antica e conosciuta di sempre, quella di raccontare storie. Tre giorni d’inizio estate in una valle ai piedi dell’Appennino in cui il mestiere di raccontare, ascoltare e condividere le storie si mostra sia nelle sue componenti più conviviali come il racconto orale, la tavola e il buon bere sia in quelle più raffinate: la messa in scena, la scrittura e la musica.
Per il festival Mosto, una speciale partecipazione : Gian Marco Tognazzi presenterà “La Tognazza” e i suoi vini, con qualche anticipazione sulle prossime etichette. Storie, aneddoti e racconti della Tognazza, da Ugo ad un nuovo e innovativo progetto nel mondo vino. Appuntamento Sabato 8 luglio ore 19.30.

Ingresso gratuito, per info: www.festivalmosto.com

Sempre l’8 luglio dalle ore 21 Gian Marco Tognazzi e la sua cantina saranno ospiti a Forlì presso il ristorante La Sosta per la serata di vino e musica con  “La Tognazza  e Punto e Virgola”.

 

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Il Tapioco a Un Mare di Vino

Domenica 25 giugno, dalle ore 16 a mezzanotte, nell’incantevole scenario del Marine Village, vicino al Villaggio Tognazzi, l’imperdibile Un Mare di Vino degustazione dei migliori vini laziali, accompagnata da esibizioni di tango, in un ideale percorso multisensoriale. E al ristorante “Ugo al Villaggio” la cena gourmet con lo chef Dino De Bellis.

Protagonista insieme ad altre 11 cantine anche La tognazza, ovviamente, con il suo Tapioco “Atto 16” e una serie di novità e  anticipazione di qualche nuova etichetta.

Un Mare diVino • Bianchi, rosati e bollicine del Lazio nasce dall’iniziativa di due vecchi amici, Marco Sansalone e Fabio Carnevali, il primo art director del Marine Village, il secondo editore e direttore del portale e guida online mangiaebevi.it, uniti dal comune intento di dare lustro ai vini della nostra regione in una location fantastica, affacciata sul mare. Ad introdurre le cantine e le loro etichette ci sarà Chiara Giannotti di Vino.tv

Sarà presente anche la Culto, azienda sempre vicina agli eventi enogastronomici di qualità, con il suo assortimento di Fresssco, succhi vivi estratti a freddo.

La degustazione, come detto, aprirà alle ore 16 con un costo d’ingresso di soli 10 euro, comprendente un cartoccio di fritti e degustazioni libere ai banchi d’assaggio dei vini.

In un ideale percorso multisensoriale alle 19 inizierà “Aperitango”, evento collaterale con delle suggestive esibizioni di tango argentino organizzate da Must Milonga e EasyDance e le selezioni musicali dei Dj Agostino Carducci e Martin Herrera.

Vino e tango, un connubio perfetto e complementare: la vista, l’olfatto e il palato per il nettare di bacco, il tatto e l’udito nel ballo della passione.

Le Cantine presenti insieme a La Tognazza.

  • Falesco
  • Casale del Giglio
  • Federici, Consoli
  • Casale Cento Corvi
  • Poggio Le Volpi
  • Volpetti, Silvestri
  • Pacchiarotti
  • Cantine Lupo
  • Cantina del Castello di Torre in Pietra